Auto Green: i dubbi tra auto elettriche, guerra e mancanza di componenti elettronici

Data: 07-04-2022

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Già a partire dal 2030 il mercato automobilistico subirà un profondo cambiamento e dismetterà la produzione delle auto termiche a sostegno di una nuova veste green da immettere sul mercato azionario, anticipando di fatto la data del 2035 scelta dalla commissione europea.

 

Il 2030 è alle porte e questo breve periodo creerà non poche problematiche.

 

Prima fra tutte la palese incoerenza delle case costruttrici che proprio in questa prima parte dell’anno stanno pianificando l’uscita di nuovi modelli o restyling di auto a combustione o ibride mentre l’immagine pubblicizzata mira alla totale sostenibilità ambientale solo con l’elettrico.

 

Il tutto in un momento storico difficile soprattutto per il mercato dell’auto che ha già perso il 30% rispetto all’epoca prepandemica!

 

Una cosa che ha influito molto sul ritardo delle consegne è stata la crisi sui chip che ha messo in ginocchio tutto il mondo tecnologico e non solo.

 

Secondo un recente studio intitolato “la mobilità elettrica: inevitabile o no? Analisi dal punto di vista dei consumatori”, si stima che “la domanda di auto elettriche supererà quella delle altre alimentazioni entro il 2025, nel 2030 rappresenterà il 50% della domanda totale e nel 2050 quasi l’80%”.

 

Di tutt’altra opinione sono i vertici di Stellantis e Toyota che sottolineano la direzione del mercato dell’auto elettrica verso il ceto medio-alto dimenticandosi così del segmento delle utilitarie / Citycar.

 

Nel Report si può notare come sia di fondamentale importanza la ricarica domestica e si sostiene che l’idrogeno non risulti una valida alternativa mentre i carburanti sintetici vengono poco considerati.

 

Uno studio tuttavia che ricalca il pensiero di potenti lobby solo in grado di esaltare l’elettrico dimenticandosi del resto.

 

Vero è che comunque ci sia una vera e propria rivoluzione elettrica ma anche idrogeno e combustibili sintetici non sono da sottovalutare poiché potrebbero essere utili alla decarbonizzazione di un parco auto già esistente evitando a tanti mezzi la pensione ed a tante persone di cambiare l’auto quando magari non ne hanno l’opportunità.


La guerra oltretutto sta facendo riaffiorare vecchi nodi irrisolti che sommati alla crisi iniziata già con il covid rendono il quadro molto drammatico.

 

 

 

 

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